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Il tempio dell'arte nato nel cemento PDF Stampa E-mail

 

Corviale #3 – Il tempio dell’arte nato nel cemento

CORVIALE – CULTURA IN PERIFERIA

di Alessio Nisi

Struttura circolare, tetto altissimo, incastrato nel grattacielo orizzontale più lungo d’Europa, laboratorio di socialità
il Mitreo da sei anni porta le suggestioni della contemporaneità lontano dal Centro. E quella volta in cui Antonacci…

Abbracciato dal Serpentone, come è stato chiamato per anni dai romani, il lungo palazzone di edilizia popolare del Corviale,

stretto fra i tre comignoli della centrale di riscaldamento, i vigili urbani e il farmer market. Urbano, molto urbano.

Vero come può essere una strada o un edificio dove vivono e respirano 8 mila persone. Altro che gallerie del centro di Roma,

altro che corridoi salottieri e patinati. Eppure è un tempio, uno spazio metropolitano dove si fa cultura e si porta

l’arte contemporanea in periferia. In via Mazzacurati questo spazio si chiama Mitreo: una struttura in cemento armato circolare,

inizialmente destinata a ufficio postale. Inizialmente, sei anni fa. Quando l’artista Monica Melani decise che protagonisti

di quello spazio non dovevano essere buste e francobolli ma opere d’arte. Arte contemporanea, per l’esattezza.

E nel tempo da queste parti si sono visti Noemi, Biagio Antonacci, che è passato una sera a godersi uno spettacolo di tango,

Daniele Silvestri.

Mitreo #1

«A maggio abbiamo festeggiato i 5 anni di attività – ha raccontato Michela Di Piazza, che con la madre Monica Melani cura

il Mitreo – volevamo uno spazio in cui chiunque si potesse esprimere. In particolare gli artisti. Sei anni fa questo spazio era

completamente abbandonato. C’erano solo cemento e calcinacci, di fatto era lasciato a se stesso».

Monica si lasciò immediatamente conquistare dallo spazio della struttura. «Ha un taglio molto particolare – ha detto ancora Michela –

non solo per la sua pianta circolare ma anche per il soffitto molto alto, le colonne, il corridoio di entrata». Ma il Mitreo è speciale

non solo dentro ma anche fuori. Un sito per l’arte contemporanea in uno degli spazi di periferia più discussi degli ultimi anni non

è una sfida da tutti. «La sua collocazione – dice Michela – è stata uno stimolo senza dubbio. Io e mia madre siamo cresciute qui a Corviale

e già allora si sentiva nell’aria la voglia di rilanciare il quartiere». Le mostre vengono promosse attraverso dei bandi nel corso dell’anno,

un paio sono aperti e gratuiti e poi ci sono le personali.

Già, ma proprio l’arte contemporanea in un posto popolare? Con i suoi concettualismi, le difficoltà di approccio, le estetiche complesse?

«Curiosità, sì i residenti hanno sempre avuto curiosità per il Mitreo. Tralaltro una delle persone che stava pitturando nella saletta qui

accanto abita proprio nel complesso di Corviale». Pitturando? Sì, perché al Mitreo non si fa solo esposizione, non è solo una galleria,

ma un posto dove si fa cultura e socialità. «Dalla mattina alla sera abbiamo corsi che abbracciano tutte le esigenze, dalla pittura appunto

fino alla ginnastica per la terza età. Iniziamo la mattina con i primi corsi, poi il pomeriggio c’è la danza con l’Accademia che si appoggia da noi,

danze popolari, tango argentino. Ci piace essere un luogo aperto e di incontro».

Mitreo #2


Non è mancato neanche l’incastro con il Ratto d’Europa, un progetto nato in Emilia Romagna, veicolato nella Capitale attraverso il

teatro di Roma e finalizzato ad una messa in scena mediante il quale l’intera città, per il tramite delle sue varie aggregazioni

(scuole, biblioteche, università, musei, comunità religiose, gruppi musicali, associazioni culturali, case protette, mondo dell’impresa,

gruppi sportivi), è chiamata, idealmente e letteralmente, in scena per raccontare il suo rapporto con l’Europa.

E il Mitreo l’8 dicembre non è mancato all’appuntamento.

Mitreo #3


Così come Corviale non ha mancato l’appuntamento con la solidarietà. Sul campo. Sì poco distante dal Mitreo ci sono i campi di calcio

in costruzione di Calciosociale, il sogno di Massimo Vallati di fare dello sport un veicolo di crescita per tutti.

Il Romanista, 17 gennaio 2013

www.alessionisi.it